LA NOSTRA STORIA
L'avventura del Volley Fratte iniza nel 1971: il paese non offriva niente di socialmente aggregante per le giovani; fu allora che alcune suore di Fratte contattarono Tiziano Zuanon, Federico Zanchin ed Emanuele Rizzo, per affidare loro una specie di “missione”, semplice quanto rivoluzionaria: diffondere la pallavolo tra le ragazze del paese.Detto così sembra banale; in realtà quelle religiose nella loro disarmante semplicità avevano colto, in anticipo rispetto ai tempi, la dirompente potenzialità sociale dello sport. Comunque accettarono l’invito e il resto venne di conseguenza; frequentarono il corso allenatori e misero le loro conoscenze a disposizione delle ragazze che man mano entravano a far parte della squadra con lo spirito giusto e con la sana voglia di rivalsa di chi, venendo dalla campagna e allenandosi nell’ex cappella dell’asilo col soffitto alto cinque metri, riusciva, grazie alla grinta e alla passione, a togliersi delle belle soddisfazioni contro squadre di località ben più grandi e importanti.
Da allora sono passati quasi quarant’anni, ma se oggi abbiamo 13 squadre femminili, un settore giovanile di spicco, una serie C che punta in alto, lo dobbiamo a quello spirito, alla passione per i valori dello sport che per fortuna sono rimasti immutati.
Tra alti e bassi la società ha avuto molte soddisfazioni tra le quali: conquistare la serie B all’inizio degli anni ’80 e a conservarla per sei anni con una promozione in serie A2 sfumata solo per differenza set; l'ultimo in ordine cronologico è la promozione che ci ha riportato due anni fa in serie C.
Mentre nel settore maschile, dopo aver raggiunto la B2 alla fine degli anni ’90, motivi esclusivamente economici ci hanno costretto a ripartire praticamente da zero. Da quattro anni abbiamo intrapreso una collaborazione proficua con l’Astra Volley di San Giorgio in Bosco che ci ha consentito di tornare ad investire sul maschile.
Oggi come oggi comunque, l’attenzione rimane incentrata principalmente sulla promozione dello sport: il nostro impegno è garantire alle giovani e ai giovani l’opportunità di crescere come persone ancor prima che come atleti, offrire un ambiente sano che trasmetta regole da rispettare ed esperienze da condividere. E’ un compito bello ma molto impegnativo: sono convinto che la coesione, l’amicizia e la grande passione per questo sport, che da sempre contraddistinguono la nostra società, saranno ancora una volta determinanti.


















